Cos’è la Canapa Light

Cos’è la cannabis light? Semplice una canapa a contenuto legale di THC, che non provoca effetti psicoattivi, ma garantisce effetti rilassanti grazie alle concentrazioni rilevanti di CBD, ovvero il principio attivo medicale della cannabis. I primi prodotti disponibili di cannabis light hanno debuttato in Italia nel 2017, scatenando, come era prevedibile, attenzione mediatica e interesse commerciale.

Il fenomeno è in realtà nato in Svizzera nel 2016 quando un’azienda di prodotti vegetali biologici ha ottenuto il permesso governativo di commercializzare cannabis con infiorescenze a contenuto legale di THC. E’ stato un successo: famoso l’episodio delle forze di polizia che lamentavano l’impossibilità di distinguere la nuova marijuana light da quella consueta e illegale. Attualmente il mercato dei vari prodotti (è stato commercializzato anche l’hashish light) si stima nell’ordine dei milioni di franchi.

In Italia la situazione ha appena preso piede. Diverse aziende hanno iniziato a lanciarsi sul mercato, ta cui ricordiamo le prime, EasyJoint e Mary Moonlight. Le percentuali di CBD si aggirano intorno al 4%, mentre il THC è, in ottemperanza alla legge, inferiore allo 0,6%.

In una prima fase le aziende hanno lanciato prodotti di qualità inferiore alla Svizzera. Questo era dovuto all’impreparazione generale della filiera. Ma già nella seconda parte dell’anno sono state approntate semine apposite per la cannabis light. Questa trasformazione, insieme all’adeguamento tecnico delle imprese produttrici ha permesso di raggiungere elevatissimi livelli di qualità. In pratica se è vero che la cannabis light in vendita non da effetti psicoattivi di alcun genere, le quantità di CBD permettono di godere degli effetti rilassanti della pianta, e, per i fumatori, di un gusto davvero gradevole che in tutto richiama la consueta marijuana.

La legislazione italiana sulla canapa attualmente è più stringente di quella Svizzera, malgrando i recenti aggiornamenti. Si possono coltivare poche varietà certificate dalle istituzioni europee e c’è la questione dei Monopoli per cui è vietato commerciare sostitutivi e succedanei del tabacco senza esplicita autorizzazione. Ci troviamo, insomma, in un “limbo” legislativo non adeguatamente normato.

Ciò nonostante, è evidente a tutti che qualcosa sta cambiando. Il fatto che non vi sia una presa di posizione precisa a livello governativo e una percezione diffusa nella popolazione di non pericolosità della cannabis light, anche per i suoi effetti “medicali”, fa ben sperare per il futuro. Forse quello che la politica non è riuscita a fare riuscirà a farlo il mercato?